Tre neuroscienziati italiani hanno ricevuto dall’Università Americana di Louisville, Kentucky il Premio Internazionale ‘Grawemeyer per la Psicologia’ per l’anno 2007, un prestigioso riconoscimento internazionale, considerato il Premio Nobel per la psicologia.
Giacomo Rizzolatti, Vittorio Gallese e Leonardo Fogassi sono stati premiati per la scoperta del sistema dei neuroni specchio nel cervello della scimmia e dell’uomo. Questo sistema, che si attiva quando agiamo e quando percepiamo il comportamento altrui può spiegare come empatizziamo e comunichiamo con gli altri e come apprendiamo per imitazione i comportamenti che osserviamo. Questa scoperta offre nuove prospettive per lo studio di malattie come l’autismo e la schizofrenia.
Gli stessi scienziati hanno recentemente pubblicato un articolo che ha destato grande eco internazionale sulla rivista americana ‘Scientific American’ che gli ha dedicato la copertina. La traduzione italiana comparirà nel prossimo numero della rivista ‘Le Scienze’.
Rizzolatti, Gallese e Fogassi sono professori di Fisiologia Umana all’Università di Parma. Hanno vinto il premio al termine di una selezione tra trenta nomination da cinque diversi paesi. Fra i vincitori delle precedenti edizioni figurano lo scienziato cognitivo Daniel Kannheman, vincitore del Premio Nobel per l’economia, e lo psicologo Michael Posner.
La Fondazione Grawemeyer dell’Università di Louisville, Kentucky, stanzia ogni anno un milione di dollari suddiviso in cinque premi da 200.000 Dollari, assegnati a discipline come la Psicologia, la Musica, la Religione, la Pedagogia, e Politica internazionale, non incluse tra le discipline premiate con il Nobel dall’Accademia di Stoccolma.
Il premio è stato fondato da Charles Grawemeyer, un industriale e filantropo ex-allievo dell’Università di Louisville, con la finalità di premiare scoperte scientifiche ed idee particolarmente innovative che contribuiscono al progresso della scienza, dell’arte e delle scienze umane.