PARLAMENTO EUROPEO Giustizia e affari interni 21-06-2007
Allarmato dall'aumento della violenza giovanile, in particolare nelle scuole, il Parlamento sollecita la definizione di una strategia integrata a livello nazionale e europeo, che combini prevenzione, misure giudiziarie e extragiudiziarie e inclusione sociale. Sottolineando il ruolo della famiglia, della scuola e dei mezzi di comunicazione, chiede di agire sulle cause della delinquenza (disagio sociale, droga e mass media), ma insiste sulla necessità di limitare il ricorso a pene detentive. Chiede poi agli Stati membri di ricorrere ai programmi europei esistenti e di adottare norme minime europee e sottolinea l'esigenza di creare una rete tra tutte le autorità e di polizia a livello nazionale e comunitario che tratti dei casi di bambini scomparsi. Sollecita inoltre l'istituzione di un numero verde per giovani con problemi e la definizione di un programma quadro comunitario.
Approvando la relazione di una europarlamentare, il Parlamento europeo nota anzitutto che la delinquenza giovanile rappresenta di per sé un problema più pericoloso rispetto alla criminalità adulta, poiché interessa una parte della popolazione particolarmente vulnerabile ed espone molto presto i giovani al rischio di esclusione e di stigmatizzazione sociale. I deputati sottolineano poi che la delinquenza giovanile è aumentata in modo allarmante e la questione diventa preoccupante per via delle considerevoli proporzioni che assume oggi, «essendosi abbassata l'età dell'entrata nella delinquenza ed essendo aumentato il numero dei reati commessi da ragazzi di età inferiore ai tredici anni, e per via del fatto che i loro atti sono sempre più crudeli».[...]
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