Dopo un anno di consultazioni tra i principali protagonisti del comparto vitivinicolo europeo, il 4 luglio scorso la Commissione europea ha reso noto l’attesissimo programma di riforma degli interventi comunitari in materia. Numerosi sono gli elementi di novità rispetto al regime attuale, di quella che è considerata l’Organizzazione Comune del Mercato (OCM) più complessa e per certi versi farraginosa della produzione di maggiore eccellenza al mondo.
Gli obiettivi della riforma sono aumentare la competitività dei produttori europei, riconquistare mercati, equilibrare l'offerta e la domanda, semplificare le norme, preservare le migliori tradizioni della produzione vitivinicola europea, rafforzare il tessuto sociale delle zone rurali e salvaguardare l'ambiente. Un punto fondamentale è far un uso migliore delle risorse di bilancio disponibili (1,3 miliardi di euro all’anno) che rimarranno comunque invariate, seppure in un’Europa a 27, anziché a 15! In base alla proposta saranno immediatamente soppresse tutte le misure di sostegno del mercato dimostratesi inefficaci, come i vari aiuti per la distillazione, il magazzinaggio privato e le restituzioni all'esportazione. Sarà proibita anche l'aggiunta di zucchero per arricchire il vino, il cosiddetto "zuccheraggio", e sarà soppresso l'aiuto per l'utilizzazione di mosti per l'arricchimento, che era stato istituito più di 25 anni fa per compensare il costo superiore del mosto rispetto a quello dello zucchero. La distillazione di crisi sarà sostituita da due misure di gestione da applicarsi a partire da dotazioni finanziarie riservate in maniera differente a ciascun paese Ue, mentre una parte più cospicua di queste risorse andrà a finanziare la promozione dei vini europei, in particolare al di fuori della Comunità. Per un periodo transitorio di cinque anni saranno mantenute in vigore le restrizioni agli impianti e i produttori non competitivi avranno la possibilità di abbandonare il settore con un aiuto finanziario interessante. Dopo il 2013 saranno abolite le “quote vigneto” per permettere ai produttori competitivi di espandere la produzione, qualora lo ritenessero opportuno. Saranno semplificate le regole in materia di etichettatura e l'Ue adotterà alcune pratiche enologiche ammesse da tutti i paesi produttori che fanno parte dell'Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino. La politica della qualità si baserà sull'origine geografica dei vini. Ogni paese dell’Ue riceverà una dotazione finanziaria nazionale e potrà scegliere all'interno di una gamma di misure quelle più adatte alle situazioni locali. Saranno trasferite maggiori risorse allo sviluppo rurale per finanziare misure come l'insediamento dei giovani viticoltori e la protezione dell'ambiente. [...] |