La prima parte del Consiglio comunale di martedì 2 marzo è stata dedicata, oltre che alle consuete comunicazioni, alla riflessione sull'arrivo dei militari a Parma ed al ricordo di tre parmigiani scomparsi recentemente: l'ex sindaco Gherri, monsignor Grisenti e Giampaoli dell'Aido. Per il primo si è tenuta una commemorazione ufficiale. Il presidente del consiglio Ubaldi ha definito Cesare Gherri "un grande sindaco che ha lasciato una traccia indelebile nelle opere e nello stile di governo. Amministrò Parma in un momento di grande espansione della città. Si pose i problemi della redistribuzione della ricchezza e dell'estensione dei diritti" e governò coerentemente, da riformista in un tempo in cui c'era chi cercava la rivoluzione; "il suo nome fu ingiustamente associato a vicende urbanistiche e giudiziarie che lo spinsero alle dimissioni. Quelle vicende andranno riesaminate e rielaborate; con Cesare Gherri fecero perdere alla città una guida sicura, un uomo d'innovazione; un'innovazione che la città per un certo numero d'anni perse". Sotto di lui, ha proseguito Ubaldi, nacque "il più bello ed importante piano regolatore della storia di Parma". La Mantia, a nome di tutta la maggioranza, ha sottolineato che Gherri uscì pulito dallo scandalo edilizio ed ha ricordato gli anni della sua conoscenza col sindaco socialista, per il quale lavorò occupandosi di sport e di giovani. Ablondi di Rifondazione lo ha ricordato come un uomo col quale si potevano avere discussioni politiche cui seguivano sempre la pacificazione ed il ritorno a rapporti assai cordiali. Per il capogruppo del Partito Democratico Pagliari Gherri "dimostrò grande statura morale". Il sindaco Pietro Vignali ha consegnato un mazzo di fiori alla famiglia dello scomparso.
Ubaldi ha poi ricordato "un'altra perdita grave: oggi è deceduto monsignor Grisenti, medaglia d'oro della città di Parma ed a lungo vicario della diocesi. Credo ci sarà presto occasione di commemorarlo". Un minuto di silenzio ha ricordato lui e Gherri.
Sandroni di Impegno per Parma e Vescovi del Partito Democratico hanno ricordato anche Giampaolo Giampaoli dell'Associazione Italiana Donazione Organi; un minuto di silenzio omaggia anche questa persona che si spese tanto nell'associazionismo.
Tra le altre comunicazioni si segnala quella del sindaco Vignali che ha confermato quanto emerso ieri: l'avvocato Traversa è stato oggi nominato presidente dell'Asp Ad Personam.
Moine di Alleanza Nazionale ha espresso l'apprezzamento di tanti cittadini per l'arrivo dei militari a presidiare Parma. Per La Mantia era opportuno il coinvolgimento del consiglio comunale. Secondo Pagliari "sulla sicurezza servirebbero approcci diversi" dal ricorso ai militari. La valutazione di Boscarato di Impegno per Parma è positiva, mentre Ablondi dubita fortemente della loro utilità nel contrasto al crimine. Per la capogruppo di Altra Politica Guarnieri questa non è una soluzione, anche se "piuttosto che niente è meglio piuttosto". Pallini di Impegno per Parma giudica invece la presenza dei militari "molto più utile che lasciarli in caserma" e si stupisce di chi la discute. Biacchi commenta che "se c'è bisogno dell'esercito a Parma evidentemente tutto ciò che è stato fatto è stato un fallimento". Vignali sottolinea che "non è vero che c'è la contrarietà delle forze dell'ordine, almeno non ai suoi vertici. È ovvio che questa soluzione è di carattere provvisorio, colma temporaneamente la carenza delle forze dell'ordine. La scelta di Parma non è dovuta a particolari problemi: le città prescelte sono cinquanta. Tutto ciò non ci esime dal chiedere il potenziamento delle forze dell'ordine, che il ministro Maroni mi ha garantito venerdì scorso".
La prima delibera che viene discussa riguarda l'indispensabile cambio di destinazione d'uso dell'area presso il Campus individuata per ospitare la sede definitiva della Scuola Europea. Fortemente critica l'opinione di Ubaldi, che soprattutto in ragione dei rilievi dell'Arpa e dei rischi di congestionamento del traffico suggerisce di cambiare la collocazione: "Basterebbero tre mesi".
Pagliari chiede se la sede interferisca col tracciato della metropolitana; l'assessore all'Urbanistica Manfredi risponde di no. Ablondi crede che la collocazione, che inizialmente aveva condiviso, si sia rivelata "approssimativa". Buzzi commenta che "la localizzazione venne fatta un anno fa di concerto con Ubaldi ed è emersa sentendo tanto l'Università quanto la Scuola per l'Europa. Per una nuova localizzazione non basterebbero tre mesi, servirebbe un anno". Ma Ubaldi ricorda che "un anno fa la realizzazione della metro pareva cosa certa. E non si fa un investimento da 30.000.000 di euro o più senza dire se la metro si fa, così come non si può fare un investimento simile in un luogo come quello. Non voto una cosa del genere, che è una di quelle scelte che in futuro possono connotare negativamente un'amministrazione". Pagliari vede un problema di dimensionamento insufficiente dell'area. Moine si chiede "che cosa sia successo in un anno, dato che un anno fa questa collocazione andava bene a tutti"; nello stesso senso il capogruppo di Impegno per Parma Zannoni. Biacchi dell'Italia dei Valori critica la risposta di Buzzi e suggerisce che la delibera torni in commissione. Guarnieri evidenzia che le condizioni in un anno sono mutate. La delibera è approvata: vota infatti a favore tutta la maggioranza escluso Ubaldi che non partecipa al voto, si astiene il Partito Democratico tranne Iotti che vota contro al pari del resto della minoranza.
Viene approvata poi la delibera sull'ex Cinema Verdi, non senza qualche polemica poi rientrata sul mancato passaggio in commissione Urbanistica. Il progetto originario non si modifica in modo sostanziale; di fatto la differenza sta nell'avvenuta acquisizione dei pareri favorevoli di Arpa ed Asl, la cui iniziale assenza aveva determinato una censura del Tar. Un emendamento di Cattabiani di Impegno per Parma riceve il voto favorevole di tutta l'aula ad eccezione di Iotti che si astiene e del resto del Partito Democratico che non partecipa al voto; nella votazione sulla delibera la maggioranza vota ancora sì, Iotti opta per il no ed il resto della minoranza non partecipa al voto.
L'ultima delibera riguarda il Piano Generale degli impianti pubblicitari, che viene modificato istituendo la "zona semisensibile ZS2", che comprende le principali strade d'accesso alla città e le vie delle frazioni. La delibera viene approvata col voto favorevole della maggioranza, mentre l'opposizione si astiene.(m.b.)